L’11 ottobre scorso sono stato a Pistoia, invitato dalla diocesi assieme ad Antonella Lumini a parlare all’interno della rassegna teologica “I linguaggi del divino, rinascere dall’alto”, rassegna arrivata alla 31ª edizione.

Ho pensato che al posto di svolgere due interventi, fosse meglio una mia intervista ad Antonella, lasciare cioè che attraverso le mie domande fosse lei a raccontare di sé, del silenzio, della scelta eremitica, di una strada oggi ancora troppo poco percorsa nel cristianesimo.

Se molti, infatti, cercano risposte nelle pratiche orientali è anche perché in Occidente non trovano nel cristianesimo strade di discesa in sé stessi analoghe. Buon ascolto.



Non mi piace definirle agiografie, come se fosse lecita una letteratura esclusivamente dedicata ai santi. Infatti questa, in passato, seppure con eccezioni, è stata percorsa con conseguenze a mio avviso poco buone: molti testi devozionali, al limite del credibile. Insomma, preferisco chiamarle biografie. E fa niente se i due protagonisti sono stati l’uno canonizzato, l’altra beatificata. Le loro storie hanno diritto d’esistenza in sé, come tutti i racconti sono ordinarietà e straordinarietà insieme.

Biografie. Questo il genere dei miei due ultimi libri usciti l’uno a un giorno di distanza dall’altro, pur avendovi lavorato in tempi diversi. Il 30 agosto “Francesco di Paola, un eremita nel mondo” (Rubbettino), il 31 agosto “Eurosia. Come un fiore di campo” (Edizioni San Paolo). La vita di Francesco Maltolilla, per tutti Francesco di Paola, e la vita di Eurosia Barban, conosciuta come mamma Rosa. La prima biografia me l’ha proposta Rubbettino. La seconda è stata più un’idea mia.


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Nel gennaio 2018 ho partecipato al viaggio del Papa in Cile e Perù.

Un giorno siamo andati a Puerto Maldonado, piccola città nella foresta amazzonica peruviana.

La gente vive con quello che la foresta offre, lottando per come può contro le grandi multinazionali che sfruttano il territorio senza considerarne la storia, la ricchezza, e soprattutto chi da tempo immemore la abita.

È uno sfregio di cui tutti, piaccia o meno, siamo colpevoli. Basti pensare che, secondo un rapporto della Commissione Europea, fra i leader mondiali nella deforestazione c'è proprio l'Europa, responsabile della perdita di almeno 9 milioni di ettari di foreste – una superficie grande come l’Irlanda – tra il 1990 e il 2008.


«Io, Antonella, eremita in città»

Antonella Lumini e Paolo Rodari Pubblicato il 23 agosto 2016, Einaudi, 128 pagine

Estate 2013. Ero da poco arrivato a Repubblica. Proposi a Ezio Mauro, allora direttore, un reportage sugli eremiti urbani, persone che abbracciano il silenzio e la solitudine all’interno di appartamenti comuni, abitazioni come tante altre dentro le nostre città. Acconsentì e il 28 luglio uscì in due pagine questo mio articolo intitolato “I nuovi eremiti“. All’interni scrissi a lungo di Antonella Lumini, la cui esperienza di solitudine mi aveva colpito più di altre.


APPUNTAMENTI

Venerdì 26 aprile alle ore 19
presso la Chiesa di San Francesco di Paola a Trapani
(largo San Francesco di Paola)
presento il mio libro
Francesco di Paola, un eremita nel mondo
 
 

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Libri

Prima o poi arriverò al nocciolo, a quel gheriglio di scrittura innanzi al quale ogni altro tentativo al confronto non potrà che impallidire
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