Libri

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La vita, le idee e le parole del nuovo arcivescovo di Milano

Paolo Rodari

In libreria dal 30 agosto 2018, Rubbettino, 102 pagine.

Dopo aver scritto per Einaudi un libro con Antonella Lumini, eremita di città (“La custode del silenzio”), ho deciso di rispondere positivamente alla proposta fattami da Rubbettino della stesura di una biografia dedicata alla vita di un grande eremita italiano, Francesco di Paola (1416-1507). Un uomo del silenzio e continuamente richiesto dai grandi della terra bisognosi di consigli. Fra questi il re di Francia, che chiama Francesco a corte per le sue doti di taumaturgo: vuole che l’eremita lo guarisca da una malattia. Francesco risponde positivamente, anche se il suo compito diverrà soprattutto quello di aiutare lo stesso monarca ad affrontare la morte senza paura, non prima di aver sistemato nel modo migliore il nodo non semplice della successione.
 
In un periodo di grande dissoluzione fuori e dentro la Chiesa, un’epoca di molti sacerdoti e religiosi che vivono negli agi e nei lussi incuranti del Vangelo, Francesco sceglie il ritorno alle origini, votandosi all’isolamento come gli antichi padri del deserto per vivere il solo a solo con Dio. Un ritiro attuale ancora oggi, in un momento per certi versi non dissimile da quello di allora.
 
Il ritiro dal mondo di Francesco non è fine a se stesso. Ben presto, infatti, la grotta dove si ritira a vivere viene “assediata” da frotte di persone desiderose di aiuto, di conforto, di confronto. Francesco accetta l’arrivo della gente e a tutti dona il suo amore, compiendo anche prodigi, sempre nel nome della carità. Presto altri eremiti si uniscono a lui. E da Paola la sua comunità si espande, prima in Calabria, poi in Sicilia (fonderà l’Ordine dei Minimi), infine in altri posti in Italia e poi oltre i confini. Il suo segreto è solo e soltanto uno: credere nella possibilità di realizzare ciò che il suo cuore gli suggerisce sia buono e giusto. Credere in se stesso, nelle proprie possibilità e nella potenza disarmante dell’amore. Nulla è impossibile per chi crede nell’amore. Questo il messaggio che la vita di Francesco di Paola comunica a tutti ancora oggi. Non ci sono limiti, barriere, per chi sceglie l’amore.


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Come un fiore di campo

Paolo Rodari

In libreria dal 31 agosto 2018, San Paolo Edizioni, 160 pagine

Mi sono imbattuto nel racconto della vita di Eurosia (1866-1932) per caso. Poco alla volta la sua figura mi ha conquistato, fino al desiderio poi realizzato di scriverne la vita.

Eurosia Barban nasce a Marola, un piccolo paese vicino a Vicenza. Conduce una vita ordinaria, seppure costellata da tanti eventi straordinari. La sua esistenza sarebbe senz’altro caduta nel dimenticatoio se non fosse stato per i suoi parenti e amici che da quasi cento anni parlano di lei e contribuiscono a mantenerne viva la memoria. Tutto inizia quando Eurosia ha diciannove anni. È sconvolta per la morte di una giovane mamma, sua vicina di casa, che lascia orfane due bimbe di pochi mesi. Deve fare qualcosa per loro. Senza comunicare a nessuno i propri sentimenti, dopo essere entrata nella casa come domestica, decide di sposare il marito della donna, Carlo, pur non essendone innamorata. Un sacrificio estremo e misterioso, al quale seguirà una vita avventurosa e davvero unica.

Una vita tutta da leggere, che porterà Rosa addirittura alla beatificazione avvenuta nella stessa Marola il 6 novembre del 2005.


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La vita, le idee e le parole del nuovo arcivescovo di Milano

Paolo Rodari

In libreria dal 25 luglio 2017, Piemme, 168 pagine.

Chi è Mario Delpini? A questa domanda rispondo in questo libro, un profilo pubblicato pochi giorni dopo la sua nomina ad arcivescovo di Milano.

Papa Francesco ha scelto Delpini per essere il pastore della diocesi ambrosiana dopo i cardinali Martini, Tettamanzi e Scola, di cui è stato stretto collaboratore. Una nomina che ha colto molti di sorpresa, ma in linea con le ultime scelte del Pontefice: figura non ascrivibile a nessuna cordata, sacerdote dedito alle famiglie e agli ultimi, vescovo mite e lontano dall’identikit del manager.

Classe 1951, uomo dal temperamento cordiale, Delpini è stato segretario della Conferenza episcopale lombarda e si è occupato a lungo di formazione del clero, ma negli anni si è rivelato anche un acuto osservatore del mondo che gravita attorno al campanile parrocchiale, alla canonica, all’oratorio con tutti i suoi attori e comprimari: giovani, anziani, poveri, volontari, catechiste, suore e seminaristi. Un’umanità variegata, a tratti ferita, bisognosa di attenzione e cure. Lanciando uno sguardo sul futuro, il nuovo pastore di Milano pone i capisaldi della missione che lo attende: le sue idee sull’accoglienza agli immigrati, sul rapporto con le altre religioni e le altre confessioni cristiane, sulle prospettive della civiltà italiana e della Chiesa nei prossimi anni.


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"Io, Antonella, eremita di città"

Antonella Lumini e Paolo Rodari

In libreria dal 23 agosto 2016, Einaudi, 128 pagine

Estate 2013. Ero da poco arrivato a Repubblica. Proposi a Ezio Mauro, allora direttore, un reportage sugli eremiti urbani, persone che abbracciano il silenzio e la solitudine all’interno di appartamenti comuni, abitazioni come tante altre dentro le nostre città. Acconsentì e il 28 luglio uscì in due pagine questo mio articolo intitolato “I nuovi eremiti“.

Nel reportage scrissi a lungo di Antonella Lumini, la cui esperienza di solitudine mi aveva colpito più di altre. Aveva 28 anni, Antonella, quando sentì un richiamo che la spinse su una via già percorsa da tanti eremiti prima di lei, ma nello stesso tempo unica. Come gli antichi eremiti della tradizione ortodossa che senza chiedere il permesso a nessuno partivano per una vita di solitudine semplicemente dopo la benedizione di un sacerdote, così Antonella lasciò ogni cosa per abbracciare il silenzio senza ricevere alcun particolare mandato da nessuno. Lo Spirito, mi disse, deve essere lasciato libero di parlare. La mia, continuò, è una vita sulla soglia, né dentro né fuori la Chiesa. Da allora non ha mai lasciato Firenze, la città dove è nata. Si è mantenuta lavorando part time presso la Biblioteca Nazionale Centrale con un incarico sui testi antichi, dosando silenzio e lavoro, le ore mattutine in Biblioteca e il silenzio una volta rientrata a casa nel pomeriggio.

 Lontana dall’idea di rifiutare il mondo, Antonella ha sempre dosato con disciplina la connessione a Internet e l’uso del telefono. Le parole che pronuncia sono un balsamo per l’anima di chi va a trovarla, uomini e donne che cercano di dare un senso alla propria esistenza. Nel suo appartamento una stanza è riservata al silenzio, si chiama “pustinia” che in russo significa deserto. Più volte sono entrato in questa stanza, per ascoltare il silenzio, per ascoltare Antonella e mettere in pagina in questo libro la sua storia. Una vita dedicata all’ascolto del silenzio, alla voce che parla in esso, una voce raggiungibile da tutti, nessuno escluso. Una voce che è origine, radice, verità. “Caro Paolo – mi ha detto -, la mia è una consegna. Ti porterò dentro questo viaggio. Ora può essere raccontato”.


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Il Giubileo di Papa Francesco

Dionigi Tettamanzi con Paolo Rodari

In libreria dal 6 ottobre 2015, Einaudi, 160 pagine

Uscita la notizia della volontà di Francesco di indire un anno dedicato al tema della misericordia, Severino Cesari di Einaudi mi propose di scrivere un libro intervista con il cardinale Dionigi Tettamanzi sul tema. Contattai don Dionigi e gli proposi la cosa. Mi rispose subito di sì. Ci vedemmo più volte a Triuggio, nella Villa Sacro Cuore dove viveva, fra i boschi e i prati della Brianza.

Sempre disponibile, dolce e insieme profondo, riuscì a entrare con delicatezza in un argomento centrale per chi intende seguire il messaggio evangelico. Mai avrei immaginato che sarebbe stato questo il suo ultimo libro. Un anno e mezzo dopo la pubblicazione, infatti, don Dionigi si ammalò e poco dopo morì.

Arcivescovo emerito di Milano, pastore da sempre vicino alla gente, Tettamanzi parla in questo libro di accoglienza e di perdono, di un messaggio che non vuole tralasciare nessuno, ma rivolgersi anzi, in modo particolare, a chi si sente solo e abbandonato, a chi si ritiene escluso dalla stessa comunità ecclesiale, come le famiglie ferite, le coppie separate, i fedeli divorziati risposati e quanti si sentono giudicati per situazioni affettive particolari.

Don Dionigi affronta i temi scottanti della famiglia, dell’immigrazione, delle disuguaglianze sociali, del confronto con l’Islam, e racconta una Chiesa che vuole tornare alle radici del messaggio evangelico, confessare la propria gioia e assumersi la responsabilità di amare gli esseri umani, tutti.


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Dove vuole portare la Chiesa

Víctor Manuel Fernández in dialogo con Paolo Rodari

In libreria dal 18 febbraio 2014, Emi, 136 pagine

Fin dai giorni successivi all’elezione di Francesco (13 marzo 2013) cercai di conoscere persone vicine al nuovo Papa per poter svolgere meglio per Repubblica il mio lavoro di vaticanista. Fra le tante, conobbi Víctor Manuel Fernández, teologo, biblista, scrittore, poeta, docente universitario e rettore della Pontificia università cattolica argentina. Seppi che fu lui ad aiutare l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio nella stesura della relazione finale della quinta conferenza generale dell’episcopato dell’America Latina e dei Caraibi ad Aparecida nel 2007, un testo profetico che ha fatto conoscere meglio a una parte di Chiesa che non lo conosceva il cardinale argentino futuro vescovo di Roma.
 
Dopo aver fatto a Fernández una lunga intervista su Repubblica dedicata a Francesco gli proposi di scrivere insieme un libro per conoscere da vicino e meglio le sfide che avrebbero atteso il nuovo Papa. Accettò e ne uscì questo libro intervista.
 
Fernández vi descrive il programma “rivoluzionario” del Papa argentino: prima dei princìpi viene l’annuncio del Vangelo. Per Francesco la Chiesa deve parlare anzitutto della gioia del Vangelo, mostrando come l’annuncio cristiano è la misericordia. Secondo Fernández papa Bergoglio intende scuotere la Chiesa, farla uscire dal recinto dei suoi privilegi per arrivare a tutti, specialmente agli ultimi: una Chiesa povera per i poveri.


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Uno scandalo senza precedenti sta per abbattersi sul Vaticano

Paolo Rodari

In libreria dal 25 giugno 2013, Piemme, 229 pagine

Ero da poco arrivato a Repubblica, fine inverno del 2013. Piemme mi chiese di provare a cimentarmi con un thriller ambientato a Roma. Ci provai tentando di spingermi verso quanto tempo fa avevano scritto Mario Pomilio, André Gide e certi racconti di Stendhal. Cime inarrivabili, lo so, ma gli obiettivi per quanto ambiziosi servono ad avere una traccia almeno ideale.
 
Ricordo in particolare un’intervista che feci tempo prima, quando ancora stavo al Riformista, ad Alessandro Zaccuri. Il Vaticano, mi disse, «è come un buco in cui tutto il mondo trova sé stesso. Cela verità e insieme menzogna. Bene e male: il bene è che è un luogo di governo fissato da Cristo. Il male è che tutto è impastato con la terra, con gli uomini».
 
Di questa duplice realtà, assieme impastata, provai a parlare all’interno di questo mio thriller. Un racconto che inizia di giovedì grasso. Mentre la città di Roma festeggia il carnevale, la Chiesa prepara le celebrazioni per l’inizio della Quaresima. Qualcuno, però, ha scelto un altro modo per rendere questo giorno memorabile. Nella basilica di Santa Maria Maggiore viene rinvenuto il corpo di una ragazza sottoposta a un doloroso supplizio, prima di trovare pace nella morte. Una serie di stiletti le sono stati conficcati nel cranio, come a voler riprodurre una corona di spine. La giovane è figlia di un dipendente vaticano, dettaglio che rende la vicenda particolarmente delicata. Per questo, padre Harris, responsabile della sicurezza della Santa Sede, sceglie di occultare il cadavere nei sotterranei di Castel Sant’Angelo, fino a che le acque non si saranno calmate. Quando però, a distanza di poche ore, un secondo corpo viene scoperto all’interno di un’altra basilica, si fa strada il sospetto che quelle morti siano opera di una mente oscura, il cui scopo è gettare fango sul Papa e sulla Chiesa di Roma. A cercare di fare luce su un piano che si rivela via via più diabolico, oltre ad Harris, sarà Lupo Pagani, giovane giornalista. Entrambi conoscono il male in molte delle sue forme, ma questa volta sarà davvero difficile essere preparati a quello che li aspetta.


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Papa Francesco e la sfida del futuro

Paolo Rodari

In libreria dal 21 marzo 2013, Giunti, 128 pagine

Scrissi questo libro a cavallo dei pontificati di Benedetto XVI e di Francesco. Lo scrissi subito dopo l’annuncio delle dimissioni del papa tedesco, quando ancora non si sapeva chi l’avrebbe sostituito ma quando già erano in luce le sfide che il successore avrebbe dovuto affrontare. Una sfida immensa, a mio avviso, attendeva il nuovo vescovo di Roma. Guidare il rinnovamento e affrontare i temi più delicati e ancora irrisolti: sacerdoti accusati di aver commesso abusi sessuali su minori, il tema della comunione ai divorziati risposati, il celibato del clero, il sacerdozio femminile, le guerre di potere e gli scandali nelle finanze vaticane, il corpo e la sessualità, il ritorno alla parola del Vangelo.
 
La Chiesa era chiamata a voltare pagina. “La Chiesa ferita” traccia le linee di questo cambiamento, sotto diversi aspetti anticipando quanto Francesco ha poi iniziato.


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Le mie ultime battaglie contro Satana

Gabriele Amorth con Paolo Rodari

In libreria dal 12 marzo 2013, Piemme, 237 pagine

Con questo libro, propostomi da Piemme dopo il successo de “L’ultimo esorcista”, termino di occuparmi del tema del male.

Qui padre Amorth torna con racconti inediti, i suoi esorcismi più duri, più lunghi, più difficili.


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Come mi sono liberato da 27 Legioni di demoni

Francesco Vaiasuso con Paolo Rodari

In libreria dal 4 settembre 2012, Piemme, 261 pagine

Qualche mese dopo la pubblicazione de “L’ultimo esorcista”, Piemme mi chiese di dedicarmi alla stesura di altri due libri sempre inerenti il tema degli esorcismi, un secondo con padre Amorth e questo, la storia di Francesco Vaiasuso, un uomo siciliano che dopo un lungo percorso, aiutato da Daniela, sua moglie, è riuscito a uscire da una situazione che lui ha definito di “possessione”.
 
Secondo quando Francesco racconta, la sua vita, fino ai trent’anni, è di sofferenza e dolore, finché, dopo oltre cinquecento incontri di preghiera, giunge alla liberazione. E a riprendersi la vita con la moglie, curando la galleria d’arte della famiglia ad Alcamo cui temeva di dover rinunciare.
 
Difficile trovare racconti di storie simili. Un precedente illustre è il caso del gesuita Jean-Joseph Surin, il mistico citato da papa Francesco nella sua prima intervista sulla carta stampata concessa il 19 settembre 2013 alla Civiltà Cattolica. Di Surin scrisse un libro un altro gesuita citato sempre da Francesco, Michel de Certeau. Nel suo “La possessione di Loudun” si racconta una storia sotto diversi aspetti molto simile a quella di Francesco Vaiasuso.


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La mia battaglia contro Satana

Padre Amorth con Paolo Rodari

In libreria dal 31 gennaio 2012, Piemme, 262 pagine

Lavoravo da un anno e mezzo al Foglio quando andai a trovare per la prima volta padre Amorth, nella sua stanza nella sede dei paolini a Roma. L’avevo intervistato alcune volte via telefono sia per Il Riformista sia per Il Foglio. Mi accolse con fare cordiale, mostrandosi da subito differente rispetto all’immagine un po’ spaventevole che per via dell’incarico di esorcista mi ero fatto di lui. Mi raccontò come trascorreva le sue giornate, della sua vocazione di sacerdote e di come era finito a fare l’esorcista.
 
D’impulso, senza rifletterci troppo, gli dissi se gli andava di scrivere la storia della sua vita in un libro. L’avrebbe firmato lui, con la mia curatèla. Con mia sorpresa mi disse subito di sì. Uscendo mi domandai cosa mi fosse saltato in mente. Nel tempo mi risposi che evidentemente avevo bisogno, per vari motivi, di affrontare il tema del male, di svolgerlo, fino a metterci un punto sopra.
 
Iniziai ad andare a trovarlo ogni lunedì. Stavamo assieme un’ora, nel primo pomeriggio. Lui parlava e io prendevo appunti. La volta successiva gli lasciavo quanto avevo scritto e ancora prendevo appunti per nuove pagine, nuovi capitoli. Alla fine venne fuori una biografia in gran parte dedicata ai suoi anni da esorcista. Mettemmo in fila tanti aneddoti il cui limite, a mio personale avviso, è che tendono inevitabilmente a mostrare (sviscerati uno dopo l’altro) il male come realtà più forte e potente di quanto non sia.
 
Ricordo, in ogni caso, che una volta terminato il libro, gli chiesi cosa ne pensasse: “Per me è una bomba”, mi rispose. Per lui, infatti, parlare dell’argomento era necessario per sensibilizzare soprattutto la Chiesa, così diceva, circa la necessità di nominare nuovi esorcisti.
 
In molti, terminato questo libro, mi hanno chiesto cosa penso degli esorcismi. Devo dire di non aver maturato un giudizio chiaro e definitivo in proposito. Ho soltanto aiutato Amorth a mettere in fila quanto aveva da dire, senza prendere parte né posizione. Ho fatto insomma ciò che a mio avviso dovrebbe fare ogni scrittore quando non è la sua, ma la voce di un altro che deve lasciare esprimere.


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Accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI

Paolo Rodari e Andrea Tornielli

In libreria dal 31 agosto 2010, Piemme, 322 pagine

Iniziai a scrivere questo libro insieme al collega Andrea Tornielli durante mesi non semplici per Joseph Ratzinger. Lavoravo al Foglio. Era appena iniziato il 2010, Benedetto XVI era salito al soglio di Pietro da quasi cinque anni. Le cronache dei giornali ogni giorno davano conto di critiche che gli arrivavano da settori sia esterni sia interni alla Chiesa. Provammo a metterle in fila: le polemiche suscitate dal discorso di Ratisbona; il caso clamoroso delle dimissioni dell’arcivescovo di Varsavia Wielgus, che aveva collaborato con i servizi segreti comunisti; le critiche mosse alla pubblicazione del documento che liberalizza l’uso della messa antica; la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, coincisa con la diffusione dell’intervista negazionista di uno di loro; la crisi diplomatica per le dichiarazioni sul preservativo durante il viaggio in Africa; i crimini degli abusi sessuali su minori commessi da preti.
 
Svolgemmo un’inchiesta a tutto campo per documentare quanto stava avvenendo, facendo parlare i protagonisti e gli osservatori più qualificati, raccogliendo testimonianze inedite, per arrivare a comporre il quadro di un pontificato poco compreso e ancora oggi tutto da decifrare.
 
Trascorso diverso tempo da quell’anno tempestoso e dalla susseguente rinuncia al pontificato di Benedetto XVI (28 febbraio 2013), questo libro resta un vademecum utile per entrare più a fondo in problematiche in parte ancora aperte e che hanno coinvolto da vicino i vertici della Chiesa e oltre.


APPUNTAMENTI


Giovedì 8 novembre dalle 19 sarò a Messina alla Sala Delle Bandiere del Comune per presentare insieme ad Antonella Lumini “La custode del silenzio”. L’incontro è organizzato da “Anthurium Rosa. Cammini di conoscenza

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