come prende le decisioni francesco? tentativo di esegesi di un metodo che spiazza

come prende le decisioni francesco?

la scelta di portare a roma come nuovo segretario particolare padre gonzalo aemilius, prete conosciuto in uruguay per il suo impegno con i ragazzi di strada, ma di fatto estraneo al vaticano e agli ambienti romani, dice molto del metodo che bergoglio usa quando deve decidere come agire.

francesco aveva conosciuto padre aemilius nel 2006. l’aveva convocato a buenos aires colpito dal lavoro che faceva nel suo paese con gli ultimi. padre aemilius ha detto che quell’incontro ha cambiato la sua vita. ma, a conti fatti, è stato importante anche per bergoglio: di aemilius, il papa, non si è più dimenticato. tanto che più di dieci anni dopo ha scelto lui come suo primo collaboratore.

aemilius come nuovo segretario personale è una scelta tutta di francesco. come la scelta del gesuita padre juan antonio guerrero quale prefetto dell’economia. come tanti vescovi fatti cardinali senza che essi stessi lo immaginassero. e così tante altre decisioni, dalla scelta di una utilitaria come macchina al rimanere ad abitare a santa marta.

bergoglio si fida di sé stesso, certamente. e questo è il primo dato da cui partire. la voce che ascolta è quella della sua coscienza, quello che lui anzitutto sente essere buono e giusto.

ovviamente questa voce non sgorga dal nulla. è frutto dell’ascolto delle persone che ha intorno, di chi incontra: “il discernimento – disse in un’intervista a civiltà cattolica del 21 settembre 2013 – si realizza sempre alla presenza del signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente, specialmente i poveri”. e ancora: “le mie scelte, anche quelle legate alla normalità della vita, come l’usare una macchina modesta, sono legate a un discernimento spirituale che risponde a una esigenza che nasce dalle cose, dalla gente, dalla lettura dei segni dei tempi. il discernimento nel signore mi guida nel mio modo di governare”.

“il mio padre spirituale è lo sconosciuto, chi mi parla per caso lungo la strada senza che io me lo aspetti”, mi disse una volta un monsignore molto vicino al papa. parole che sembrano poter essere fatte proprie anche da francesco.

come prende allora le sue decisioni il papa? ascolta tutti, ma da questo ascolto, portato avanti nella preghiera e dunque alla luce dello spirito, trova la sua voce, ciò che in coscienza sente di dover fare. anche molti suoi collaboratori spesso restano spiazzati dalle sue decisioni. è normale che sia così: ascoltare tutti e poi dentro di sé trovare la strada significa non sottostare al “si è sempre fatto così”, a cioè che maggiormente conviene, a quello che gli altri pensano sia buono e giusto per te. significa essere rivoluzionari perché fedeli a sé stessi.


Appuntamenti

31 gennaio 2020  
Ore 20.30

presso la Sala dialogo dei
Missionari Verbiti a Riva del Garda (Trento)
via Venezia 47
Francesco, “Progetti e speranze dopo il Sinodo per l’Amazzonia” 

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