Tagle a Roma. Perché e perché adesso

L'arrivo a Roma del 62enne cardinale filippino Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, a Propaganda Fide, è a mio avviso motivato anzitutto dalla volontà papale di dare nuovo impulso alla missione della Chiesa nel mondo, la spinta per una evangelizzazione che non abbia paura di entrare nelle periferie non soltanto geografiche ma anche esistenziali. Credo che sia sul filo di questa non facile ermeneutica che va letto anche lo spostamento del cardinale Fernando Filoni da Propaganda all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme anche se ancora non è arrivato ai 75 anni. Evidentemente Francesco vuole qualcosa di nuovo e ritiene che questo nuovo con Tagle possa arrivare.

Credo meno, invece, all'idea dello spostamento a Roma di Tagle in vista di un futuro conclave. Non che Tagle non sia papabile. Lo è. Ha senz'altro buone chance, insomma, di essere eletto un giorno al soglio pontificio. Tuttavia, le sorti del conclave si decidono sempre all'ultimo. Troppe sono le variabili che lo influenzano per dire a priori cosa accadrà. E poi c'è sempre quel proverbio vaticano solo in rari casi smentito con cui fare i conti: "Chi entra papa in conclave ne esce cardinale".

La nomina di Tagle mi sembra piuttosto interessante in chiave geopolitica, in particolare per i rapporti del Vaticano con la Cina. In una recente intervista a Repubblica fu lo stesso porporato - che tiene molto al suo secondo cognome, quello cinese di sua madre: Gokim - a dirsi vicino “alla tradizione cinese” che favorisce “una diplomazia del sorriso, del cibo, dell'ospitalità”. “Io stesso – disse - ho ricevuto tanti inviti in Cina, mio nonno era cinese”. Nel libro intervista scritto con i giornalisti Gerolamo e Lorenzo Fazzini – “Ho imparato dagli ultimi”, Emi –, inoltre, è ancora Tagle a rivelare che quando era prete voleva andare in missione in Cina. E a dire che il suo più grande rammarico sia ancora oggi quello di non aver studiato il cinese: "Me l’aveva detto mio nonno, ma non sono stato costante". Credo che con Tagle la linea vaticana dell’appeasement verso la Cina potrebbe subire ulteriore slancio e aprire la strada in futuro a un possibile e molto atteso viaggio del Papa.


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