"non temere", la strada della bibbia per questi giorni difficili. parla ravasi

oggi su repubblica ho fatto una lunga intervista a gianfranco ravasi, settantasette anni, biblista fra i più autorevoli al mondo.

per definire questi giorni usa la parola "trauma", che significa storcere, perforare. trauma è una ferita inflitta in profondità. e indica come chiave di lettura un saggio di un professore di new york, david mclain carr, che nel suo holy resilience parla della santa resilienza come chiave di lettura di tutta la bibbia. può avere un significato anche per noi adesso, dice. ...continua a leggere

spiega che i credenti possono imparare proprio in questi giorni che la fede è anche protesta, alzare la domanda a dio che fu di giobbe e di cristo: dove sei? perché mi hai abbandonato?

e confida che lui non sa se avrebbe il coraggio di andare volontario a curare i malati. "alla fine andrei, lo so - spiega - ma di per sé non ne avrei il coraggio". e per questo racconta la sua ammirazione per i medici e gli infermieri che hanno perso la vita in questi giorni. "queste persone hanno adempiuto la legge dell’amore esternata da gesù nell’ultima cena: non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici. da loro ci viene una grande lezione, la lezione di una resilienza che si trasforma. diceva pascal che l’uomo supera infinitamente l’uomo".

e poi, fra le tante altre cose, suggerisce, come iniziare queste giornate: "proverei a iniziarle con la bibbia: lo sa che per esattamente 365 volte ricorre l’espressione 'non temere'? per un anno si potrebbe ogni mattina fare propria una di queste espressioni, come una sorta di 'buon giorno' da parte di dio".


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